CAUSE ALITOSI
ALITOSI DA ALIMENTI, ABITUDINI VOLUTTUARIE E FARMACI
Alcune abitudini voluttuarie e l'assunzione di alcuni cibi, bevande e farmaci possono conferire particolari odori all'aria espirata, in modo transitorio o continuo. È universalmente noto che il consumo di alcuni alimenti come aglio, cipolle, porri e di alcune spezie può causare la presenza di odori sgradevoli dell'alito per periodi fino a 72 ore dopo l'assunzione. Questo fenomeno è in gran parte dovuto alla volatilizzazione nell'aria alveolare, attraverso il circolo polmonare, di metaboliti maleodoranti circolanti nel torrente ematico in seguito all'assorbimento e metabolismo di tali cibi; l'escrezione di tali composti può verificarsi anche attraverso la saliva. L'assunzione di alcol etilico, sia contenuto in bevande per uso voluttuario sia in alcune preparazioni farmacologiche, è una comune causa di alitosi tipicamente riconoscibile. Anche l'abitudine al fumo di tabacco, sia esso di sigaretta, di pipa o di sigaro, conferisce all'alito dei soggetti che ne fanno uso un odore caratteristico e persistente, parzialmente dovuto a composti volatili solforati; anche il fumo passivo èin grado di alterare l'alito di soggetti non fumatori. Alcuni farmaci possono provocare, come effetto secondario indesiderato, situazioni transitorie di alitosi dovute a metaboliti terminali lasciati nella circolazione sistemica ed eliminati attraverso diverse vie, tra cui quella polmonare. I farmaci di cui è noto l'effetto alitogeno sono il dimetilsulfossido, che può conferire all'alito un odore simile a quello dell'aglio, il disulfiram, i nitrati come l'isosorbide dinitrato e alcuni farmaci citostatici. La riduzione del flusso salivare provocata da alcune terapie farmarologiche (farmaci psicoattivi, antiipertensivi) influisce negativamente sull'alitosi diminuendo le capacità autodetersive orali e favorendo la proliferazione dei biofilm orali.
ALITOSI DA CAUSE ORALI - EZIOPATOGENESI DELL'ALITOSI E ALITOSI FISIOLOGICA
Come già affermato, le cause più frequenti di alitosi risiedono in condizioini ed eventi fisiologici, parcafisiologici o patologici con sede orale. L'alitosi da cause orali ècaratterizzata dalla presenza nell'alito di composti prodotti a livello della superficie delle strutture orali e nella saliva, che per le condizioni fisico-chimiche locali volatilizzano nell'atmosfera orale e vengono raccolti e trasportati all'esterno della bocca durante gli atti espiratori e la fonazione. Essi comprendono i composti solforati volatili (VSC = volatile sulphur compounds), in particolare il solfuro di idrogeno o idrogeno solforati, il metilmercaptano o metantiolo (CH-SH), gli acidi grassi a catena alifatica corta come l'acido butirrico, l'acido valerico, l'acido isovalerico e l'acido propionico ed anche composti diaminici, poliamirici e indolici come lo scatolo, la metilamina, la putrescina e la cadaverina. I composti non solforati hanno verosimilmente un ruolo secondario nella genesi dell'alitosi, comportandosi come agenti modificatori-modulatori. I composti volatili solforati vengono prodotti nel cavo orale ad opera dell'azione metabolica dei microrganismi che provocano la putrefazione delle sostanze organiche, principalmente proteiche, contenute nella saliva, nei residui alimentari, nelle cellule di sfaldamento della mucosa orale, nel fluido crevicolare, nel sangue libero presente in caso di gengivite, parodontite o soluzioni di continuo delle mucose. I livelli di tali composti presenti, nell'atmosfera orale sono correlati con l'intensità dell'alitosi valutabile organoletticamente, ossia quantificabile direttamente fiutando l'aria emessa dal cavo orale del paziente. I composti volatili dello zolfo erano stati già individuati come causa di cattivo odore dell'alito in sperimentazioni eseguite in vitro su campioni di saliva incubata a temperatura fisiologica, nei quali si osservava l'attività metabolica putrefattiva su substrati proteici di diversa origine, attribuibile ad alcune specie batteriche normalmente presenti come comuni commensali del cavo orale. Negli anni settanta il gruppo di Tonzetich ottenne valutazioni qualitative e quantitative mediante l'utilizzo della gastromatografia con spettrometria a fiamma su campioni di aria espirata dai soggetti in esame e su campioni della loro saliva opportunamente incubati; dai dati ricavati è emerso che l'odore generato dall'attività proteolitica batterica era dovuto in massima parte alla produzione di composti solforati che, in quanto volatili, abbandonano il substrato acquoso e si accumulano nell'aria dello spazio aereo orale. Il 90% circa di essi era costituito da metilmercaptano e solfuro di idrogeno. Con studi biochimici e microbiologici è stato confermato che i microrganismi orali in grado di produrre composti volatili solforati sono soprattutto le specie batteriche gran negative facoltative o anaerobe obbligate. Esistono diverse vie metaboliche batteriche in grado di dare origine ai composti volatili solforati a livello orale: sono principalmente le reazioni riduttive dei solfati e il catabolismo degli aminoacidi contenenti zolfo metionina, cisteina e cistina, che derivano dall'attività proteolitica della flora orale; dalla degradazione di questi aminoacidi risulta la produzione di solfuro di idrogeno e metilmercaptano. Le diverse specie di Peptostreptococcus, Eubcacterum, Selenomonas, Bacteroides e fisobacterìum sono risultate particolarmente attive nella capacità di produrre solfuro di idrogeno dalla Lcisteina, mentre alcune specie di Fusobacterium, Bacteroides, Porphylwnonas e Eubnclmìum sono in grado di produrre metilmercaptano dalla L metionina. Le caratteristiche fisico-chimiche, biochimiche ed ecologiche locali influiscono sulla qualità, la quantità e la volatilizzazione dei composti alitogeni prodotti dal metabolismo putrefattivo che avviene nei biofilm orali, rendendo ragione delle variazioni osservabili nella qualità e nell'entità dell'alitosi nei diversi soggetti e nelle diverse situazioni fisiologiche e patologiche individuali. In particolare è stato dimostrato che la produzione e la volatilizzazione dei composti solforati diminuiscono in caso di variazione in senso acido del pH orale, di aumento del tenore di ossigeno locale e in presenza di glucidi fermentabili. Tra le diverse nicchie ecologiche abitate dai biofilm orali, i siti di colonizzazione batterica che maggiormente contribuiscono alla produzione dei composti volatili alitogeni sono principalmente la superficie dorsale della lingua e, in minor misura, i solchi gengivali. La superficie dorsale della lingua è rivestita dalla cosiddetta "mucosa specializzata", differenziata nelle estroflessioni epitelio-connettivali costituenti le papille gustative filiformi e fungiformi, le quali hanno la funzione principale di aumentare enormemente la superficie disponibile per favorire la sensibilità gustativa e propriocettiva di ausilio alle attività fisiologiche alimentari. La presenza di queste irregolarità superficiali rende il dorso della lingua un habitat ideale per una ricca e complessa flora batterica, che, insieme alle cellule superficiali in sfaldamento e ai detriti alimentari, forma una patina il cui spessore risulta variabile nelle diverse aree del dorso della lingua e in relazione ai periodi della giornata, alle maggiori o minori attività funzionali, al livello di igiene orale individuale.