COS'E' L'ALITOSI?
Con i termini alitosi o foetor ex ore o bromopnea o, più comunemente, alito cattivo si indica generalmente l'odore sgradevole o spiacevole dell'aria emessa dal cavo orale. L'alitosi è una condizione che può interessare gli individui di ogni sesso ed età: femmine e maschi, bambini, adulti e anziani. Essa può manifestarsi transitoriamente come caratteristica parafisiologica correlata a taluni momenti o situazioni della vita quotidiana oppure essere persistente e/o patologica, provocata da affezioni orali o sistemiche.
L'alitosi è un problema umano di cui si ha nozione fino dai tempi più antichi: è possibile trovare scritti sulle cause e sui rimedi al cattivo odore orale risalenti ai tempi dei Greci e dei Romani ed esistono riferimenti storico-religiosi, morali e terapeutici all'alito cattivo, nell'Antico Testamento e in altri testi sacri ebraici, islamici e orientali. La prima monografia dell'era moderna sul tema è stata pubblicata da Howe nel 1898 con l'intento di riportare i contributi più aggiornati di diversi esperti dell'epoca.
La ricerca scientifica sperimentale sull'alitosi inizia con alcuni contributi intorno al 1930, per trovare principalmente dagli anni settanta in poi definitiva organizzazione con approfondimento dei differenti aspetti eziopatologici, clinici e terapeutici del problema, con il lavoro dei gruppi coordinati da Joe Tonzetich alla University of British Columbia di Vancouver (Canada) e da Mel Rosenberg alla University of Tel Aviv (Israele). Diversi aspetti scientifici relativi all'alitosi sono ancora poco conosciuti, ma l'attuale rilevanza sociale ed economica del problema è sicuramente notevole. Ciò non solo per quanto concerne la richiesta di esami e cure mediche e odontoiatriche finalizzate alla diagnosi e al trattamento dell'alitosi, ma anche per quanto riguarda l'enorme consumo di prodotti generici o specifici, quali collutori, dentifrici, spazzolini, gomme da masticare e caramelle, con l'obiettivo di correggere il cattivo odore dell'alito. L'odore sgradevole proveniente dalla bocca ha inoltre importanti implicazioni psicologiche personali e collettive: per molti individui è causa di notevole preoccupazione nei momenti della vita di relazione in cui si intrattengono rapporti sociali o affettivi. L'alitosi è infatti un disturbo molto fastidioso, non solo per coloro che percepiscono quella dei propri simili ma soprattutto per coloro che vengono informati, sempre dai propri simili, di soffrirne.
In relazione ai progressi delle conoscenze scientifiche e all'aumentata considerazione individuale per la cura della propria immagine, si è osservato negli ultimi anni l'aumento dell'interesse degli odontoiatri e dei pazienti riguardo a questo problema. In particolare nei paesi anglosassoni si sono diffusi centri specializzati nella diagnosi e trattamento dell'alitosi e nel world wide web è attualmente presente una grande quantità di siti informativi e pubblicitari sull'alitosi e sulle tecniche e prodotti per trattarla. Questa monografia ha come obiettivo la trattazione delle cause prevalenti dell'alitosi e l'impostazione di un corretto iter diagnostico e terapeutico dei pazienti affetti che si rivolgono all'attenzione dell'odontoiatra.
Non sono ad oggi disponibili dati definitivi di prevalenza dell'alitosi, soprattutto in relazione alla difficoltà della valutazione obiettiva della presenza del disturbo. Se l'esperienza quotidiana personale tuttavia consentisse di esprimere un giudizio, potremmo affermare che l'alito cattivo, come manifestazione transitoria o permanente, è una condizione molto, molto frequente tra gli umani e anche in alcune specie animali domestiche. Alcuni studi tuttavia hanno valutato la prevalenza di alito cattivo in gruppi più o meno rappresentativi della popolazione generale: una ricerca realizzata in Giappone ha evidenziato che fino al 23% della popolazione esaminata presentava odore sgradevole dell'alito che superava la soglia socialmente accettabile. In uno studio del 1949 è stato osservato che il 50% circa dei soggetti era affetto da alitosi al risveglio mattutino. Negli Stati Uniti il 24% dei soggetti al di sopra dei 60 anni di età dichiarò di avere subito osservazioni spiacevoli sul proprio alito. Un rilevamento professionale effettuato nel 1995 tra gli odontoiatri americani ha evidenziato che il 50% di essi riceve richieste riguardanti l'alitosi da 6-7 pazienti per settimana.