SEGNO, SINTOMO O MALATTIA?
Le origini del cattivo odore dell'alito possono essere molteplici e correlabili a diverse condizioni fisiologiche e patologiche, orali e non orali. Il cavo orale è una entità anatomico-funzionale con diverse funzioni e caratteristiche ecologiche, fisiopatologiclie e cliniche, e prende parte strutturale e funzionale agli apparati respiratorio e digerente, di cui costituisce il tratto iniziale. L'aria emessa dal cavo orale è quindi costituita dall'atmosfera propria degli spazi orale, oro- e naso-faringeo, tracheale e polmonare, talvolta con contributo del contenuto aereo esofageo e gastrico in caso di beanza o incontinenza dello sfintere cardiale. Teoricamente quindi, le possibili cause di alitosi sono tutte le condizioni e malattie orali, otorinolaringoiatriche, polmonari, gastroesofagee o sistemiche in cui vengono prodotti localmente o sistemicamente e immessi nell'aria espirata composti volatili con odore percepibile più o meno sgradevole. Sarà quindi opportuno considerare l'alitosi: una entità parafisiologica o patologica a sé stante quando provocata da eventi fisiologici o patologici locali di origine strettamente orale, che conferiscono cattivo odore all'aria espirata in transito dalla bocca, oppure un sintomo osegno espressione di eventi o patologie extraorali o sistemici quando le sostanze con odore sgradevole non vengono prodotte a livello orale.
Come ovvio, è quantitativamente differente il contributo delle diverse possibili sedi di produzione di composti maleodoranti e delle diverse condizioni patologiche alla genesi dell'alitosi comunemente evidenziabile nella popolazione. Contrariamente a quanto si ritiene in genere, la ricerca scientifica dei recenti decenni ha dimostrato che le cause dell'alitosi sono prevalentemente orali: il disturbo è infatti provocato nella maggior parte dei casi dalla presenza nell'aria espirata di composti volatili con cattivo odore, principalmente composti volatili solforati, prodotti nel cavo orale da microrganismi in grado di metabolizzare residui alimentari e cellulari. Il contributo epidemiologico delle malattie e condizioni patologiche sistemiche, o comunque non orali, è estremamente basso e non considerabile in caso di alitosi senza altri sintomi o segni specifici extraorali o sistemici. Una esaustiva revisione di Delanglie e coll. sull'attività svolta presso un centro multidisciplinare universitario per il trattamento dell'alitosi, ha evidenziato che in 406 pazienti trattati, l'alitosi era nell'87% dei casi di origine strettamente orale.
Tra le cause non orali documentate nello studio, vi erano al primo posto le affezioni di origine otorinolaringoiatrica (8%) e nell'1% solamente i disturbi gastroenterici.