TERAPIA

Il tipo di trattamento della malattia parodontale dipende dallo stadio raggiunto: spesso nei primi stadi l'unico trattamento richiesto, oltre alla rimozione dei fattori aggravanti, è costituito da una serie di appuntamenti di igiene professionale. È importante rimuovere il tartaro non solo sopra il livello della gengiva, ma soprattutto quello non visibile al paziente: il tartaro sottogengivale.


TERAPIA MARGINALE E MOTIVAZIONALE

La terapia causale si ottiene attraverso un trattamento meccanico, che mira a rimuovere quanto più possibile il sistema chiuso del biofilm presente nella tasca parodontale. Viene così data la possibilità alle difese dell'organismo, ed eventualmente ai farmaci, di poter agire. Essa comprende:
 

  • Informazione, istruzione e motivazione del paziente ad una corretta igiene orale quotidiana domiciliare
     
  • Una serie di indicazioni adeguate sulla storia clinica della malattia parodontale, partendo dall'osservazione della bocca e spiegando i metodi diagnostici ed i protocolli terapeutici utilizzati dall'odontoiatra
     
  • Il clinico deve cercare di fornire a ciascun paziente un modello comportamentale riguardante l'igiene orale personale adeguato alle sue necessità
     
  • Rimozione della placca batterica e del tartaro sopragengivale e sottogengivale con metodiche di detartrasi. La rimozione del tartaro può essere eseguita con uguale efficacia con strumenti sonici, ultrasonici e manuali 
     
  • Eliminazione di fattori ritentivi di placca sopragengivali e sottogengivali, quali otturazioni e margini protesici debordanti carie, tartaro, cemento radicolare contaminato, per favorire le manovre di igiene orale e per ristabilire un'anatomia dento-gengivale favorevole al controllo di placca
     
  • Lucidatura orale e rifinitura delle superfici dentali 

     

 

PRIMA

Tasche ossee profonde ma formazioni ancora chiuse: la pulizia radicolare è difficoltosa e richiede molto tempo.
 

Prima
Prima


DOPO

La gengiva non è più infiammata e non ci sono più macchie.
 

Dopo
Dopo


I risultati attesi della terapia causale includono:
 

  • Miglioramento del livello di collaborazione e partecipazione del paziente
     
  • Riduzione significativa e stabile della quantità di placca batteria e tartaro depositati sulle superfici dentali
    (al di sotto del 30%)
     
  • Eliminazione o riduzione dei segni clinici di infiammazione marginale (quali rossore, edema e sanguinamento)
     
     

TERAPIA MECCANICA

Si tratta della levigatura radicolare e costituisce il trattamento di base delle parodontiti. Essa prevede la strumentazione meccanica, sopra e sottogengivale, delle superfici radicolari, allo scopo di renderle biologicamente compatibili con i tessuti parodontali mediante l'eliminazione dei depositi duri e molli contaminati.
Il trattamento meccanico può essere effettuato con l'utilizzo  di strumenti manuali, ad ultrasuoni e sonici. L'efficacia dei suddetti tipi di strumenti per quanto riguarda la rimozione dei depositi duri e molli si è dimostrata sovrapponibile.

I risultati attesi della levigatura radicolare includono:
 

  • riduzione del sanguinamento al sondaggio (al di sotto del 30%)
     
  • riduzione della profondità di sondaggio
     
  • guadagno del livello clinico di attacco per tasche > 3mm
     
  • recessione del tessuto marginale


Effetti secondari:
 

  • batteriemia transitoria
     
  • ipersensibilità dentale 
     

 
TERAPIA CHIRURGICA

Poiché la maggior parte delle forme di malattia parodontale è costituita da disturbi associati alla placca batterica, è ovvio che la terapia chirurgica può essere considerata solo come sussidio a una terapia di tipo causale.

Questo modo di procedere presenta i seguenti vantaggi: 
 

  • la rimozione del tartaro e della placca elimina notevolmente l'infiltrato di cellule infiammatorie nelle gengive
     
  • la riduzione dell’infiammazione gengivale rende i tessuti molli maggiormente fibrosi e quindi più saldi, facilitando il trattamento chirurgico.  


Quindi per terapia chirurgica si intende il processo di eliminazione sia dei tessuti molli sia dei tessuti ossei infiammati esponendo quest'ultimo a procedure a lembo.
 

 

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