A tale scopo è necessario un continuo scambio di informazioni fra l’ambiente esterno del corpo, l'ambiente interno dello stesso e il sistema nervoso centrale. Guidetti classifica i recettori atti a inviare tali informazioni al sistema nervoso centrale in: recettori visivi: coni e bastoncelli; esterocettori cutanei: capsulati (corpuscoli di l'acini, di Rufini, di Meissner) e non capsulati (corpuscoli di Merker, terminazioni libere); propriocettori: fusi muscolari, organi tendimi di Golgi, corpuscoli di Vater-Pacini, recettori articolari; recettori vestibolari: macule otolitiche del sacculo e dell'utricolo e cupole dei canali semicircolari. Sempre secondo lo stesso Autore, il sistema nervoso centrale, servendosi di queste infornazioni inviate dai recettori, regola l'attività posturale di equilibrio tramite alcuni meccanismi che possono riassumersi schematicamente nel seguente modo: riconosce le singole afferenze; memorizza le esperienze; confronta e integra le varie afferenze; modula le afferenze con lo scopo di regolarne I'influenza sul sistema; programma le risposte sia automatiche che volontarie; modula le risposte. In questo modo il sistema nervoso centrale si crea, tramite appositi engrammi, tino schema di "verticale soggettiva". In base a questo modello della verticale soggettiva, presente solamente nell'uomo, il sistema nervoso centrale stesso, servendosi delle afferente viste, e, in ordine di importanza, soprattutto di quelle delle macule otolitiche, della retina e della propriocezione, potrebbe costruirsi una rappresentazione interna dello spazio, usando come riferimento soprattutto la posizione della testa dell'individuo relativamente alla forza di gravità.

Scondo Lazzari “in tale ottica appaiono fondamentali, nel determinare la qualità delle risposte posturali e motorie, il vissuto psico-affettivo, il vissuto motorio e le caratteristiche morfo-funzionali congenite o acquisite dell'individuo". Questa affermazione, unita a quanto esposto in precedenza, pone l'accento sulle complessità diagnostiche che trova chi si occupa di curare i pazienti con disturbi posturali. Appare però evidente che, come aveva già affermato Sherrington nell'ambito delle sue sperimentazioni, che ormai fanno parte della storia della medicina, l'uomo, come del resto anche gli altri animali vicini a esso nella scala evolutiva, orienta prima la testa nello spazio, servendosi soprattutto dell'apparato visivo e dell'apparato vestibolare, e in seguito orienta il corpo rispetto alla testa, servendosi soprattutto dell'apparato propriocettivo della regione cervicale. I piedi rappresentano, con i propri pilastri, la base di appoggio dei carichi ai suolo. A questo punto risulta evidente come il sistema muscolo-scheletrico cranio-cervico-mandibolare sia il nodo cruciale per la gestione della postura e dell'equilibrio nell'uomo.

SREGOLAZIONE DELLA TESTA NELLO SPAZIO
La posizione della testa nello spazio è dunque fondamentale per il controllo della postura nell'uomo. Rocabado è stato fra i primi Autori a mettere in evidenza la correlazione fra disfunzioni del sistema masticatorio e disfunzioni del collo e la loro importanza nella regolazione della postura dell'intero corpo umano. Lo stesso Autore sottolinea l'importanza del rapporto biomeccanico delle regioni cranica, cervicale e ioidea, analizza le posizioni base dell'osso iode in relazione alle curvature del rachide cervicale e propone un'analisi cefalometrica della relazione cranio-vertebrale, della posizione dell'osso ioide e delle curvature del rachide cervicale. Travell e Simons, nei loro lavori pietre miliari per la comprensione della patologia miofacciale e del dolore muscolare, considerano inscindibile la correlazione fra i muscoli masticatori, i muscoli cervicali e la postura del corpo. Molina e collaboratori, Molina e Viscoso pongono l'accento sulla correlazione funzionale fra muscolatura masticatoria e muscolatura del collo nella regolazione della testa nello spazio e sulla importanza di questa correlazione per la regolazione della posizione del corpo nello spazio. Mongini, riportando anche i lavori di Rocabado, evidenzia come la posizione della testa sia garantita da molti muscoli localizzati anteriormente e posteriormente relativamente alla colonna cervicale. Alcuni di questi muscoli, situati anteriormente, collegano in modo indiretto la mandibola alla clavicola e allo sterno tramite l'osso ioide. Lo stesso Autore riferisce inoltre che, essendo il baricentro del cranio situato davanti ai fulcro dell'articolazione e ai condili dell'osso occipitale e l'atlante, i muscoli situati posteriormente devono controbilanciare la forza di gravità che tenderebbe altrimenti a piegare il capo in avanti. Secondo Okeson, i movimenti della testa e del cono sono la risultante di un preciso coordinamento del lavoro di molti muscoli; i muscoli masticatori sono parte di questo sistema. Secondo Hansson e collaboratori i pazienti con disturbi cramo-mandibolari che lamentano dolori cronici quasi sempre presentano nel quadro patologico coinvolgimento della regione cervicale. Lo stesso Autore consglia, durante la prima visita odontoiatrica, di esaminare i movimenti della testa e della colonna cervicale facendo sedere il paziente sulla poltrona odontoiatrica senza il poggiatesta e con la schiena eretta. Secondo Guidetti la posizione del capo rispetto alla gravità è fondamentale per la regolazione della verticale soggettiva, per cui la muscolatura cranio-cervico-mandibolare si dimostra indispensabile per la regolazione della postura nell'uomo.
POSIZIOSE DELLA TESTA NELLO SPAZIO
Come appare dai dati esposti, tratti dalla letteratura scientifica, per la gestione centrale delle afferenze visive e vestibolari è indispensabile una corretta posizione della testa nello spazio; la posizione del corpo nello spazio viene poi regolata in rapporto alla posizione della testa tramite gli apparati propriocettivi del collo.

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La posizione della testa è regolata anche dall'equilibrio fisiologico della muscolatura masticatoria, estesa anche alla muscolatura sopraioidea e sottoioidea. La maggior parte degli Autori citati pone l'accento sulla necessità di dare al paziente una occlusione dentale che rispetti alcuni parametri canonici (tabella 1) e di controllare le parafunzioni e le disfunzioni muscolari del paziente stesso (tabella 2) per garantire un corretto e fisiologico funzionamento dell'intero sistema stomatognatico (apparato dento-parodontale, articolazioni temporo-mandibolari e muscolatura cranio-cervico-mandibolare). Molma e collaboratori propongono uno schema che mostra come una variazione dei parametri canonici dell'occlusione dentale possa influire sulla regolazione della posizione della testa nello spazio da parte della muscolatura cranio-cervico-mandibolare. Gli stessi con un altro schema mostrano come un'attività parafunzionale del sistema stomatognatico possa a sua volta influire ugualmente sulla regolazione della posizione della testa nello spazio da parte della muscolatura cranio-cervico-mandibolare. Viscuso sottolinea il rapporto fra occlusione dentale, parafunzioni dell'apparato masticatorio e disfunzioni della muscolatura cranio-cervico-mandibolare.



Molina e collaboratori, Molina e Viscuso e Viscoso, facendo riferimento anche ai lavori degli Auitori più accreditati, pongono una classificazione della patologia della muscolatura masticatoria (tabella 3) come strumento indispensabile per una corretta gestione dei pazienti coli disfunzioni della muscolatura cranio-cervico-mandibolare. Tiavell e Smloils, nel corso dei loro lavori sulla patologia miofasciale da punti trigger, mettono in evidenza come, nell'ambito della muscolatura della testa e del collo, la disfunzione di alcuni muscoli, coli formazione di punti trigger primari possa portare alla disfunzione secondaria di altri muscoli con presenza di puliti trigger satelliti. Ciò dimostra che esiste una stretta correlazione funzionale, come sottolineaViscuso, anche a livello dei nuclei nel sistema nervoso centrale fra muscolatura masticatoria e muscolatura del collo.

Baldry spiega come le misure correttive a livello dell'occlusione dentale e il controllo del bruxismo costituiscano delle misure preventive per l'insorgenza di patologia miofasciale a livello della muscolatura della testa e del collo. Buschbachner afferma che i disturbi temporo-mandibolari causano irradiazione del dolore, con conseguente disfunzione, a livello dei muscoli del collo e suggerisce una terapia con placche occlusali, fisioterapia e ripristino di una corretta occlusione dentale.
OCCLUSIONE DENTALE E POSTURA
Uno degli argomenti maggiorniente dibattuti dalla letteratura scientifica è quello dell'esistenza o meno delle correlazione discendenti o ascendenti che possano modificare la postura del corpo umano e la funzione dell'apparato masticatorio: cioè se un problema a livello del sistema stomatognatico, che interessi ad esempio l'occlusione dentale, la deglutizione o le articolazioni temporo-mandibolari, possa influenzare direttamente la postura e l'equilibrio modificando i carichi a livello podalico (in questo caso si parlerebbe di una causa discendente); oppure se un problema a livello podalico, ad esempio una dismetria degli arti inferiori o un difetto a livello dei pilastri di appoggio dei piedi, possa influenzare direttamente la funzione dell'apparato stomatognatico, ad esempio l'occlusione dentale o la dinamica delle articolazioni temporo-mandibolari (in questo caso si parlerebbe di una causa ascendente). Secondo Magnano e Barberal le disfunzioni dell'apparato stomatognatico si potrebbero estendere a tutta la colonna vertebrale, alle ossa iliache, agli arti inferiori e ai piedi. Tuttavia la pratica clinica suggerisce che le correlazioni diminuiscono procedendo caudalmente; pertanto, solamente il distretto cervicale dovrebbe risentire in maniera diretta delle disfunzioni cranioniandibolari. Michelotti e collaboratori riconoscono correlazioni anatomiche e funzionali fra occlusione dentale e postura, ma anch'essi affermano che il distretto cervicale risulta essere quello maggiormente influenzato dalle disfunzioni cranio-maildibolari, mentre tali influenze diventano sempre meno rilevanti procedendo caudalmente. Sfondrini e collaboratori distinguono dal punto di vista della biomeccanica della postura tre unità funzionali: il sistema cranio-mandibolare, il cingolo scapolare e il cingolo pelvico. Nel lavoro preso in considerazione non riscontrano però influenze dirette significative fra occlusione dentale e postura del corpo. Ferrario e collaboratori dimostrano che le malocclusioni dentali e i disordini alle articolazioni temporo-mandibolari non influiscono direttamente sulla posizione del corpo nello spazio. Ciancaglini su un gruppo di 28 pazienti sani, senza abrasioni dentali e senza patologie del rachide e della postura, non riscontra influenze dirette fra occlusione dentale e postura.
Secondo Guidetti e collaboratori la morfologia cranio-facciale, l'occlusione dentale, la dinamica delle articolazioni temporo-mandibolari e l'attività della muscolatura masticatoria possono avere un'influenza diretta sulla postura. Gli Autori pongono l'accento sulla presenza, nell'ambito di questa correlazione, di un'alterazione funzionale della muscolatura cranio-cervico-mandibolare. Guidetti sostiene l'esistenza di una influenza della funzione della deglutizione sulla postura.

Ridi e Saggini riconoscono una correlazione diretta tra disfunzioni cranio-cervico-mandibolari e disequilibri posturali e la giustificano con 5 tipi di meccanismi correlativi: clinico, filogenetico, odontogenico-embriologico, biomeccanico e neurologico. Barresi e collaboratori in soggetti sottoposti a terapia con placche occlusali di riposizionamento mandibolare hanno dimostrato un miglioramento della postura e dell'equilbrio. Gatti Colangelo e collaboratori e Bernkopf e collaboratori hanno riscontrato una correlazione fra malocclusioni dentali e curvature della colonna.
UTILIZZO CLINICO DELLA PEDANA POSTUROSTABILOMETRICA
Secondo Lazzari la postura può essere definita come il modo di stare in equilibrio del corpo umano. La posturometria analizza la distribuzione dei carichi del peso del corpo umano sulla sua base di appoggio, rappresentata dai piedi con i relativi pilastri. Essa analizza quindi dinamicamente le forze che si proiettano sui vincoli al suolo del piede. Questi vincoli o pilastri, come già visto, sono tre per ciascun piede e ognuno di essi dovrebbe portare un sesto del peso corporeo totale. La stabilonletria analizzi i tempi e le modalità di spostamento della proiezione al suolo del centro di gravità generale del corpo e del centro di gravità di ciascun piede. In particolare ne analizza la posizione e la dinamica valutandone, rispetto all'asse delle x e delle y, gli spostamenti, la velocità, la lunghezza del tragitto e l'area del gomitolo disegnato dallo stesso nel corpo dell'analisi. La posturometria e la stabilometria si servono, per effettuare le loro analisi, della pedana posturo-stabilometrica. Questa è costituita da uno strumento elettronico computerizzato, formato da un software per l'elaborazione dei dati e da una piattaforma sulla quale viene posizionato il paziente secondo criteri prestabiliti. I protocolli utilizzati generalmente nella valutazione delle eventuali correlazioni fra postura e occlusione dentale prevedono tre esami che, per convenzione, durano 51,2 secondi ciascuno. Nel primo esame il paziente, posizionato sulla piattaforma, deve tenere gli occhi aperti e guardare all'o-rizzonte; deve essere rilassato e mantenere la postura ortostatica e la posizione della mandibola che gli vengono naturalmente e spontaneamente. Nel secondo esame, sempre nella stessa posizione, si fanno chiudere gli occhi al paziente. Scopo di questa modalità di registrazione è valutare I'influenza della componente visiva sul controllo posturale. Nella norma l'equilibrio dovrebbe essere migliore nella situazione a occhi aperti rispetto alla situazione a occhi chiusi. Un terzo esame viene effettuato nella stessa posizione, a occhi aperti, escludendo il contatto dentale tramite rulli di cotone o, meglio, rnediante altri sussidi interocclusali per valutare eventuali variazione mediante dei parametri posturostabilometrici.


Successivamente queste registrazioni possono essere fatte durante le cure odontoiatriche, siano esse gnatologiche, ortodontiche o protesiche, per monitorare eventuali variazioni dell’analisi posturo-stabilometrica che si verificano nel procedere delle stesse. Anche per quanto riguarda il rapporto fra occlusione dentale e analisi posturo-stabilometrica, i dati delle letteratura sono discordanti. Sfondrini e coll., in uno studio su 33 soggetti, non rilevano differenze statisticamente significative su parametri posturometrici e stabilometrici dopo 6 mesi di trattamento ortodontico. Ferrario e coll., a seguito di un lavoro su 30 soggetti; hanno dimostrato che i disordini temporo-mandibolari, le asimmetrie dell’occlusione dentale e le variazioni della posizione della mandibola non influenzano significativamente il centro di pressione. Secondo Guidetti, che ha effettuato in collaborazione con altri autori, diversi studi utilizzando una pedana posturo-stabilometrica, l’apparato vestibolare è senz’altro quello che influenza maggiormente il controllo posturale. Lo stesso Autore richiama però l’attenzione sulla potenzialità destabilizzante delle patologie stomatognatiche. Chessa e collaboratori, come conclusione di due lavori volti a valutare il rapporto tra disordini cranio cervico mandibolari ed esame baropodometrico e stabilometrico, affermano che è necessario un approccio solistico alla discipline odontostomatologiche per ottenere un risultato terapeutico globale. Lazzari, in uno studio condotto utilizzando l’analisi elettrodiagnostica e l’analisi posturo-stabilometrica.