DENTINI  INNOCENTI


Sono ancora diffuse credenze errate sui disturbi della dentizione. A dimostrarlo uno studio giordano.
Nonostante sia ormai certo che l’eruzione dei denti da latte può provocare nella maggior parte dei casi
solo lievi disturbi ,sono molti i genitori che continuano a credere, come avveniva in passato , che sintomi
importanti, quali febbre alta e diarrea , possano essere legati alla dentizione.
 Lo studio più recente in proposito è stato realizzato in Giordania e pubblicato dall’ International Journal of
Dental Hygiene .
“La nostra analisi” spiega Arwa Owais, ricercatrice presso il dipartimento di Pedodonzia e odontoiatria
preventiva dell’Università della Scienza e della Tecnologia di Irbid , in Giordania ,”ha coinvolto 958 genitori
di bambini da 0 a 3 anni, metà dei quali caratterizzati da una cultura universitaria .Se da un lato il 40% dei
genitori ha identificato in modo corretto i sintomi più comunemente legati alla dentizione , ossia irritazione
delle gengive , perdita di appetito e il desiderio del bambino di mordere, dall’altro il 75% ha indicato come
comuni i sintomi che non lo sono, febbre , diarrea e disturbi del sonno , segnali nella maggior parte dei casi,
 di un ‘infezione di altro tipo , in genere a livello gastrointestinale o delle alte vie respiratorie”.
Tale situazione è molto diffusa: dati simili sono infatti emersi da studi precedenti condotti negli Stati Uniti,
in Australia e in Brasile .
“Il periodo  della dentizione è piuttosto lungo e avviene in una fase in cui infezioni e disturbi di vario genere
colpiscono facilmente l’organismo del bambino.
Probabilmente è proprio questo il motivo per cui alcune credenze siano molto diffuse persino tra gli
operatori sanitari e non vengano ridimensionate da evidenze scientifiche note orai da parecchi anni; già nel
1975
, infatti , il British Medical Journal ammoniva che non vi sono motivi per attribuire febbre, diarrea ,
bronchite , crisi improvvise o eruzioni cutanee alla fase della dentizione ”.

“Challenging parents’ myths regarding their children’s teething “
Int. J dent Hyg 2010;8(1):28-34