Ortodonzia infantile 2018-03-21T11:33:55+00:00

Ortodonzia infantile

APPROFONDIMENTO

ORTODONZIA INTERCETTIVA

L’ortodonzia infantile è detta anche dell’età evolutiva o intercettiva. L’intercettamento di problematiche funzionali o di mal posizione delle arcate dentarie è alla base della diagnosi in questo periodo di sviluppo scheletrico. Siamo tra i 5 e 10 anni e in questa fase di crescita abbiamo la possibilità di intercettare e curare con maggiore prevedibilità di risultato, problematiche dello scheletro mascellare e/o della mandibola che sono le basi sulle quali si posizioneranno i denti permanenti, andando a mediarle affinchè non strutturino condizioni di difficile risoluzione in età più avanzata. Per tale ragione, nell’ortodonzia infantile, ci si concentra sulle reciproche posizioni delle arcate dentarie sui 3 piani dello spazio, analizzando sia la conformazione scheletrica esistente, sia eventuali posizioni anomale dei denti decidui che possano strutturare un’occlusione alterata sulla quale si potrebbe conformare erroneamente lo scheletro mascellare e mandibolare.

A seconda della gravità delle problematiche che incontriamo può essere necessario intervenire più precocemente possibile (5 – 6 anni ), oppure valutare il piccolo paziente durante la sua crescita e se necessario intervenire intorno ai 9 – 10 anni.

Le disfunzioni dento-scheletriche che incontriamo in questa fase di crescita, possono derivare da diversi fattori:

  • fattori genetici
  • fattori traumatici
  • abitudini viziate (suzione protratta del dito o del ciuccio…)
  • perdita precoce di elementi dentari da latte
  • alterate posizioni dei denti da latte
  • dalla respirazione orale

La diagnosi di tali problematiche, viene effettuata dal clinico specialista, attraverso un percorso rigoroso sia legato all’anamnesi, sia legato allo studio diretto del caso specifico.

Possiamo sintetizzare le problematiche che incontriamo frequentemente nei bimbi, comparandole con una corretta occlusione.

CASI CLINICI
BIBLIOGRAFIA

ESPANSORE PALATALE

L’espansore palatale o disgiuntore è un dispositivo fisso utilizzato nella pratica intercettiva, che permette l’allargamento dell’osso palatino risolvendo problematiche funzionali a livello dell’osso mascellare.

Il range di età utile per questo tipo di trattamento va dai 5 – 6 anni fino ai 9 – 10 anni. L’età del paziente non è un dato trascurabile, in quanto fino a 11-12 anni (circa) le ossa del palato continuano a crescere e quindi sono facilmente malleabili. Passato questo termine la crescita si arresta e le ossa del palato si fondono insieme diventando un unico elemento, quindi impossibile da modificare se non in maniera chirurgica.

La creazione di questo dispositivo viene effettuata dal laboratorio. Al tecnico viene consegnata l’impronta dell’arcata superiore registrata in studio e tutte le indicazioni utili per calibrare il dispositivo, il quale verrà cementato nella bocca del paziente e rimosso al termine della terapia.

Una volta in bocca, il dispositivo subirà delle “attivazioni”, ossia verrà allargato gradualmente fino al raggiungimento della forma adeguata del palato.

CASI CLINICI

DISPOSITIVO MIOFUNZIONALE

Il dispositivo miofunzionale è un dispositivo removibile che lavora in maniera simultanea su ossa, muscoli ed elementi dentari. Questa terapia può essere associata ad una precedente terapia con l’espansore palatale oppure essere inserita singolarmente a seconda del caso specifico.

ORTODONZIA INFANTILE E POSTURA

L’adeguata crescita cranio mandibolare ha una valenza molto importante non solo per lo sviluppo della cavità orale, ma anche per la realizzazione di una corretta costruzione posturale.

È ormai largamente accreditata la relazione tra la bocca ed il sistema posturale e proprio per questa ragione l’età evolutiva gioca un ruolo fondamentale per programmare un virtuosismo di sviluppo.

Esistono differenti valutazioni che vengono praticate presso il nostro centro e sono legate fondamentalmente alla verifica quanto più precoce possibile di vari tipi di disequilibri che vengono ricercati attraverso l’osservazione del distretto cranio-facciale, al fine di evitare che queste si strutturino, comportando un’alterazione funzionale della bocca, nonché innescando un disequilibrio discendente che possa inficiare lo sviluppo posturale del bambino.

La visita precoce nei bambini, consente di prevenire o mediare, problematiche più difficilmente risolvibili in età più adulta, nonché consente di realizzare terapie precise e prevedibili in armonia con il sistema generale del corpo.

Il Dr. de Nicolo con il suo Team ha strutturato protocolli che consentono un’attenta valutazione del soggetto, laddove servisse, attraverso una valutazione multidisciplinare con differenti aree specialistiche (Osteopatia, Massoterapia, Oculistica, Otorinolaringoiatria, Logopedia, Podologia…), al fine di intercettare la causa del disequilibrio e mediarla con lo specialista del caso.

CASI CLINICI

PRE ALLINEAMENTO

Generalmente la terapia ortodontica intercettiva non prevede l’allineamento dentale, in quanto non necessario.

Un pre-allineamento dentale può essere previsto in casi particolari come:

  • Gravi inestetismi che potrebbero provocare disagi a livello socio-psicologico nel bambino;
  • Grave affollamento dentale che potrebbe interferire con il corretto sviluppo dello scheletro.

Il pre-allineamento, che si effettua esclusivamente sull’arcata superiore, coinvolge gli incisivi centrali e gli incisivi laterali, sui quali vengono cementati degli attacchi ortodontici più piccoli rispetto a quelli utilizzati per la terapia ortodontica fissa. All’interno di questi attacchi viene montato un arco, il quale dà inizio all’allineamento.

Questa terapia ortodontica viene chiamata pre-allineamento in quanto precede l’allineamento definitivo che verrà fornito dalla terapia ortodontica fissa.

CHE COS’È LA MALOCCLUSIONE

Con il termine malocclusione si intende tutti quei fattori che influiscono in maniera negativa sull’equilibrio dento-scheletrico. Ciò si può manifestare in diversi modi:

  • Disallineamento dentale
  • Disarmonia tra crescita ossa mascellari e mandibola

Esse possono essere causate da molteplici fattori tra cui:

  • Ereditarietà
  • Disturbi nello sviluppo delle basi ossee e dei denti (squilibri scheletrici)
  • Abitudini viziate (come il succhiamento protratto nel tempo di succhiotto e/o dito; respirazione orale; onicofagia; deglutizione errate)
  • Perdita prematura di elementi dentari decidui o permanenti (per carie e/o traumi)

Molte malocclusioni si possono prevenire attraverso il controllo dei fattori ambientali in grado d’influire negativamente sulla crescita dei mascellari e sullo sviluppo della dentatura. Altra prevenzione è quella che può effettuare l’ortodontista, intercettando e rimuovendo i problemi che possono ostacolare il corretto sviluppo della dentatura.

Poiché la malocclusione è, di fatto, una rottura di un equilibrio, lo scopo principale dell’ortodonzia è quello di ripristinare l’equilibrio dento-scheletrico migliorando, di conseguenza, l’estetica del sorriso.

CASI CLINICI

ORTODONZIA E MALOCCLUSIONI

F. Grazioli, P. Ranaudo, C. Condorelli, G. de Nicolo: Dall’otoneurologia alla posturologia statica e dinamica – Valutazione della sintomatologia vertiginosa da deficit degli ingressi sensoriali

PIANO SAGITTALE

Prima classe dentale

La cuspide mesio-vestibolare del 1° molare superiore occlude nel solco vestibolare del 1° molare inferiore, mentre la cuspide del canino superiore occlude tra il in versante distale del canino ed il versante mesiale del 1° premolare Inferiori. Viene definita occlusione corretta o normoocclusione, poiché i rapporti che si instaurano tra i vari elementi dentari in questo tipo di occlusione, consentono una funzione efficace ed efficiente con minor dispendio di energia. Ovviamente, come accennato nella premessa, devono essere in equilibrio anche i restanti fattori che influenzano tutto il sistema. Proprio per tale ragione l’occlusione corretta è data da un concerto di piccoli e grandi equilibri che derivano sia dalle aree contigue, sia da aree prossime o lontane. La stessa occlusione di classe 1 molare e canina, può presentare dei difetti di posizione di alcuni elementi dentari, creando quelli che vengono definiti affollamenti, ovvero, sovrapposizioni parziali di alcune corone dentarie che sono causate ad esempio da inadeguati rapporti di forma tra i reciproci elementi contigui o antagonisti. Oltre ciò, l’equilibrio di classe 1, comporta un’attività muscolare adeguata, collabora al raggiungimento e/o al mantenimento dell’equilibrio posturale.

Seconda classe dentale prima divisione e seconda divisione

Le classi 2 hanno rapporti molari e canini simili, con differenze relative alle proinclinazioni o endoinclinazioni dei gruppi frontali.

Queste differenti posizioni degli elementi frontali, sono imputabili a diversi fattori. In particolare possiamo citare lo scompenso neuromuscolare sia della lingua, sia labiale. Lo scompenso delle labbra può avvenire attraverso un ipotono muscolare (per le divisioni 1), o un ipertono muscolare in grado di endoinclinare gli elementi del gruppo frontale (divisione 2). Il solco vestibolare del primo molare inferiore è in posizione distale rispetto alla cuspide mesiovestibolare del primo molare inferiore. Il canino superiore si trova avanzato rispetto all’inferiore. L’eziopatogenesi delle classi 2 può essere data da numerosi fattori. La genetica, i traumi da gestazione o da parto che influenzano la conformazione del cranio, le parafunzioni, lo sviluppo cranio facciale in età evolutiva, la respirazione orale, perdita precoce di elementi dentari, disordini neuromuscolari, atteggiamenti posturali, sindromi più complesse ecc. La classe 2 può essere frutto di una malposizione dentale, ma anche di una malposizione scheletrica. Scheletricamente possiamo trovarci di fronte ad un mascellare più avanzato con una mandibola di corrette dimensioni, viceversa potremmo avere un mascellare di corrette dimensioni ed una mandibola più piccola o retroposizionata, oppure potremmo avere la somma dei 2 fattori. Le terapie nelle diverse situazioni sono differenti e richiedono livelli di attenzioni adeguati alla gravità del caso. Da un punto di vista funzionale e posturale, le classi 2, intervengono negativamente sul sistema neuro-muscolare e articolare. Quando abbiamo una mandibola retroposizionata ad es, questa va ad impattare nell’ATM causando disfunzioni che con il tempo possono portare a scompensi che attivano disordini più complessi, soprattutto associandosi a disequilibri di altri livelli o a parafunzioni (serramento o bruxismo ad esempio). Anche il muro anteriore che spesso si verifica nelle divisioni 2, dato dal morso profondo tra il gruppo frontale superiore ed inferiore, causa delle limitazioni funzionali davvero interessanti.

Terza classe dentale

La terza classe dentale, vede il solco vestibolare del primo molare inferiore in posizione mesiale rispetto alla cuspide mesiovestibolare del primo molare superiore. La cuspide del canino superiore, si posiziona distalmente rispetto alla cuspide del canino inferiore a più di 3 mm.

Viene definita un’occlusione non corretta, la cui eziopatogenesi, ha una componente fortemente genetica, ma può essere causata da diversi altri fattori come: il trauma da gestazione o da parto, parafunzioni, (definite finte terze classi), a causa ad esempio di fattori che richiedano alla mandibola un atteggiamento più avanzato per funzionare meglio, disordini neuromuscolari, atteggiamenti posturali, sindromi più complesse ecc.

CASI CLINICI

PIANO FRONTALE

Morso normale

La chiusura delle arcate dentarie in maniera corretta prevede la copertura dell’arcata superiore rispetto all’inferiore di 2 +/- 2 mm.
Tale chiusura consente movimenti di protrusione e lateralità adeguati durante le diverse funzioni della bocca.

Morso profondo

Quando gli elementi dentari chiudono eccessivamente tra loro, portando ad una copertura eccessiva dell’arcata superiore rispetto all’inferiore, ci troviamo davanti ad un morso profondo, (deep-bite). Come già accennato, funzionalmente causa un blocco della normale funzione della bocca, provocando spesso disfunzioni muscolari e temporo mandibolari. Il morso profondo può essere anteriore o posteriore, monolaterale o bilaterale.

Morso aperto

Il morso aperto (open-bite), è caratterizzato da un’apertura dello spazio tra i denti delle due arcate, che non consente un appoggio adeguato e quindi una corretta occlusione. E’ causato da svariati fattori: disfunzioni neuro-muscolari, respirazione orale, deglutizione atipica, malposizionamento dentale, malposizionamento mandibolare.

CASI CLINICI
BIBLIOGRAFIA

PIANO TRASVERSO

Sul piano trasverso, si verifica oltre alla forma delle arcate, che devono essere adeguate all’età, alla forma dentale del soggetto e avere una forma ovoidale, anche gli aspetti di relazione di chiusura latero-laterale delle due arcate. Quando l’arcata superiore risulta proporzionalmente più piccola dell’arcata inferiore, o viceversa, possiamo trovarci di fronte ad una incoordinazione delle due arcate, tale per cui può presentarsi un incrocio di masticazione che può essere monolaterale o bilaterale.

Morso crociato monolaterale

Il cross-bite monolaterale si verifica con una deviazione più o meno importante della linea mediana inferiore, rispetto alla linea mediana corporea. L’eziopatogenesi può essere legata a diversi fattori: genetici, scheletrici, sindromici, da trauma da gestazione o da parto, da parafunzione, da palato ogivale, da respirazione orale, da precontatto dentale con scivolamento verso una posizione di funzione più confortevole. Il morso crociato monolaterale, se non intercettato precocemente, può comportare una laterodeviazione prima funzionale, in età evolutiva, andando a strutturarsi in età adulta come asimmetria facciale. Viene trattata quanto più precocemente possibile, poiché ha un alto indice di necessità di trattamento.

Morso crociato bilaterale

Il morso crociato bilaterale ha la stessa genesi e caratteristiche del morso crociato monolaterale, con 2 caratteristiche che lo contraddistinguono:

  1. il morso crociato è presente sia a dx sia a sx;
  2. sviluppa una simmetria che lo rende, se pur più grave del cross-bite monolaterale in termini di discrepanza di proporzione tra le due arcate, meno grave sul  fronte asimmetrie, poiché essendo presente sui 2 lati, la maggior parte delle volte non causa asimmetria facciale.

I cross-bite, vengono anche definiti dai funzionalisti, come la scoliosi della bocca. Da un punto di vista funzionale sono impattanti negativamente in quasi tutte le funzioni della bocca, nonché a livello posturale, comportano condizionamenti, a causa della funzione asimmetrica dei muscoli che va a ripercuotersi sulle catene muscolari discendenti.

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