Osteopatia e posturologia 2017-12-22T13:16:28+00:00

Posturologia e Osteopatia

OSTEOPATIA

l’Osteopatia vede nell’apparato muscolo-scheletrico il riflesso delle condizioni di tutto l’organismo. L’Osteopatia è una medicina olistica che crede nell’essere umano come unità di corpo, mente e spirito e nella salute come stato naturale della persona. Studiando la postura, la dinamica del corpo e comunicando manualmente con i tessuti, l’osteopata raggiunge le cause profonde dei disturbi e vi pone rimedio. A.T. Still stabilisce che ogni forma di malattia, acuta o cronica, genera per effetto riflesso squilibri sull’apparato muscolo-scheletrico.Si concentra allora su struttura e meccanica del corpo e crea particolari tecniche manuali per ristabilire gli equilibri corporei. Il più importante dei principi dell’Osteopatia, afferma che il corpo ha tutte le risorse per guarire. Still scopre che un’articolazione bloccata o un’arteria ostruita possono ostacolare le forze di autoguarigione. Nasce così la malattia, che è sempre un fenomeno di adattamento del corpo ad una situazione critica, ma attraverso le manipolazioni i tessuti riprendono ossigeno e mobilità, e le energie della salute riparano ogni danno.

Che cos’è la chiropratica?
la chiropratica vede il paziente come un essere complessivo in relazione con il suo ambiente, e non secondo un punto di vista puramente chimico e organico. Per la chiropratica quindi, si tratta di cercare di fondare e mantenere l’attività fisiologica nelle condizioni migliori, correggendo le relazioni strutturali anomale nel corpo, in modo tale che questo possa utilizzare le proprie risorse biologiche per un ritorno a funzioni normali. L’interesse principale è rivolto all’integrità del sistema nervoso (specialmente il tronco cerebrale del midollo spinale e i nervi spinali stessi), perché esso coordina e integra tutte le funzioni principali del corpo in risposta a modificazioni interne ed esterne.

D.D. Palmer elaborando la teoria della “sublussazione vertebrale” (cioè un errato rapporto anatomo-fisiologico fra due o più vertebre) osserva che questa sottopone a tensione, deforma vertebre ed “irrita” i nervi spinali alternandone le funzioni nervose. Questo squilibrio va quindi eliminato attraverso tecniche manipolative manuali al fine di ridare mobilità alla colonna vertebrale.

Osteopatia o Chiropratica?
Entrambe si avvalgono di terapie manuali per ristabilire l’omeostasi del corpo. L’Osteopatia ha inoltre il pregio attraverso W.G. Sutherland (1873-1954), lo scopritore del Meccanismo Cranio-Sacrale, di essere una terapia elettiva per i bambini che a causa di traumi intrauterini, da parto o cadute durante l’infanzia possono manifestare sintomi che vanno dalla cefalea alla sinusite, dai disturbi del sonno alla difficoltà d’apprendimento scolastico, dalle distorsioni articolari recidivanti agli atteggiamenti scoliotici. La chiropratica ha il pregio, attraverso G.J. Goodheart nel 1964, lo scopritore della Kinesiologia Applicata, di poter valutare prima e dopo un trattamento, lo stato di salute di un paziente utilizzando la risposta (debole o forte) di un muscolo “campione”. Questo procedimento, oltre che verificare la relazione occlusione-piedi-postura, l’associazione muscolo-organo, la correlazione emozione stress-postura, è usato anche come terapia, perché un principio di base della Kinesiologia Applicata sancisce che il corpo è in grado di autocorreggersi e di autosostenersi.

AREA DI RELAZIONE TRA LA POSTURA E LA BOCCA

Argomentazioni tratte dal libro del dr. G. de Nicolo “Dall’otoneurologia alla posturologia statica e dinamica” coautore con dr. P. Ranaudo, dr. F. Grazioli, dr. C. Condorelli

RELAZIONI OCCLUSO POSTURALI

ODONTOIATRIA, ORTODONZIA E GNATOLOGIA
L’odontoiatria, l’ortodonzia e la gnatologia, sono specialità odontostomatologiche, che si occupano della salute della cavità orale in aree differenti, ma tutte strettamente connesse. L’odontoiatria si occupa della cura dei tessuti duri e molli della cavità orale, quindi dalla cura della carie, delle parodontiti, della sostituzione degli elementi dentari, e dell’area protesica; l’ortodonzia, si occupa della relazione occlusale delle arcate dentarie attraverso lo spostamento degli elementi dentari e delle basi scheletriche, mentre la gnatologia, studia la funzione della cavità orale attraverso un’ampia valutazione che parte dagli elementi dentari, dalla loro posizione, alla funzione muscolare, articolare e alle attività metaboliche e funzionali correlate.

La cavità orale è uno dei sottosistemi più importanti nel complesso sistema posturale, e questo per diversi fattori, poiché:

  • Si relaziona con il cranio ed è in grado di condizionarne il suo sviluppo e quello che gli osteopati chiamano MRP (meccanismo respiratorio primario), ovvero il movimento fisiologico delle suture del cranio.
  • Si relaziona con il rachide cervicale, attraverso la funzione muscolare, in particolare grazie a delle relazioni tra muscoli cervicali e muscoli sovraioidei e sottoioidei, condizionabili da disarmonie della bocca e della deglutizione.
  • Può condizionare importanti funzioni come la masticazione, la fonazione, la deglutizione e la respirazione, che se non funzionassero con l’equilibrio che meritano, potrebbero inficiare attività metaboliche adiacenti, quali ad es. funzioni visive, neurologiche, otologiche, biomeccaniche, fino ad interessare sottosistemi periferici che possono scompensarsi, causando sintomi o disarmonie con conseguenze che condizionano la postura e spesso, la vita quotidiana dei nostri pazienti.

Le asimmetrie dento-facciali
Le asimmetrie scheletriche del viso, rappresentano sempre disarmonie tridimensionali e profonde del cranio. Considerando le ossa del cranio come tante ruote dentate articolate tra loro, risulterà semplice comprendere che le asimmetrie sono l’effetto di un problema su alcune delle ruote del meccanismo.

Postura 1

Postura 2

Visione posturale di una disfunzione occlusionale laterale

Rapporti cranici simmetrici portano verso un’occlusione simmetrica
Risulta, infatti, quasi impossibile che la matrice funzionale distorta dell’asimmetria plasmi la successiva crescita dell’osso in modo normale. Deve esistere un vantaggio evolutivo, anche se non sempre evidente, nel disporsi di strutture anatomiche attorno ad assi di simmetria. È difficile cogliere il vantaggio biologico della simmetria, ancor più difficile è domandarsi quanto spinta debba essere la perfezione geometrica di questa situazione perché il vantaggio spesso possa concretizzarsi. Nemmeno sappiamo se le strutture destre e sinistre siano rappresentate da un punto di vista geometrico in una situazione di simmetria potenziale assoluta, oppure soltanto relativa. Sta di fatto che: la condizione di perfetta simmetria geometrica non sembra rivestire importanza in termini biologici e non costituisce quindi la norma. Questo assunto generale vale ovviamente anche per l’ambito d’interesse antropometrico ed ortodontico. Ogni viso, per quanto attraente, non presenta un livello di simmetria perfettamente speculare sui due emilati, ma presenta leggere asimmetrie. Ogni arcata dentale, per quanto armonica, non presenta un livello di asimmetria perfettamente speculare sui due emilati, ma presenta leggere asimmetrie.

Le asimmetrie del volto, l’immagine reale è nel centro
La foto del volto femminile reale è quella riprodotta al centro. A sinistra e a destra i due compositi delle parti destre e sinistre del viso duplicati e riflessi. Se la simmetria facciale fosse perfetta le tre immagini sarebbero uguali, cosa che non accade affatto. Pur essendo infatti il volto reale gradevole, presenta asimmetrie poco percettibili, certo non patologiche, ma geometricamente rilevanti

EFFETTI DELL’OCCLUSIONE NEL SISTEMA POSTURALE ED EFFETTI DELLA POSTURA NELL’OCCLUSIONE

Le modifiche intervenute nel corso dell’evoluzione permettono una postura eretta che non ci costa enormi energie muscolari (anche se questo ci rende probabilmente l’animale con minori prestazioni fisiche), il carico ponderale viene assorbito dalle ossa con la mediazione di dischi articolari e di menischi. Il modo di reagire del nostro organismo alla forza di gravità, o postura, è fisiologico quando gli organi preposti al carico ponderale sono in grado di distribuire il peso con minimo lavoro muscolare e ridotta sollecitazione dei legamenti. Tale controllo posturale è neurologico e vi sono diversi organi preposti allo scopo: vestiboli, bulbi oculari, pianta dei piedi, recettori parodontali, fusi neuromuscolari, cut ecc.

Da un punto di vista meccanico il nostro organismo risponde a due necessità:

  • solidità per combattere la gravità e proteggere l’asse cerebrospinale
  • mobilità per la vita di relazione e la vita in assoluto.

La solidità è appannaggio di tre comparti rigidi (cranio, torace, bacino) che hanno una imponente struttura ossea e che rappresentano dei contenitori ideali per proteggere i nostri organi interni (cervello, polmoni,cuore,fegato, reni e organi genitali), ed hanno tutti e tre arti appesi (mandibola, braccia, gambe). Formano le curve cifotiche della colonna vertebrale (cranica, dorsale, pelvica) e sono collegate fra di loro dalle due lordosi cervicale e lombare.
La mobilità è invece appannaggio di queste due curve lordosiche che raccordano tra loro le tre sfere rigide. La lordosi lombare è quella che ci differenzia tra tutti gli altri animali: è stata determinante per il passaggio alla postura eretta. Gli altri primati (scimpanzé, gorilla ecc.) ne sono privi.
Cifosi e lordosi sono collegate tramite due sistemi (muscolari e fasciali) responsabili della statica e della dinamica:

  1. un sistema diretto anteriore, mediano, che collega il cranio allo sterno e poi fino al pube: la sua attivazione avvicina il cranio al pube, è cioè responsabile del movimento di flessione
  2. un sistema diretto posteriore che collega il cranio al coccige: la sua attivazione allontana il cranio dal pube, è responsabile del movimento di estensione (Fig 3).

Se i sistemi diretti sono in equilibrio, avremo una stazione eretta equilibrata, quindi con un minore dispendio energetico. Altrimenti avremo una prevalenza del sistema posteriore con un atteggiamento in estensione oppure di quello anteriore con un atteggiamento in flessione .

Fig. 3 – Schema rappresentativo del sistema

La dinamica del corpo umano necessita anche di due sistemi muscolari obliqui che servono a collegare in senso trasversale, anteriormente e posteriormente, i due sistemi diretti e denominati:

A: sistema crociato anteriore
B: sistema crociato posteriore

Compito dei sistemi crociati è garantire la coordinazione negli spostamenti.

Fig.4 – Schema rappresentativo dei sistemi

Diretto anteriore e diretto posteriore crociato anteriore e crociato posteriore.

L’attivazione di questi due sistemi permette al nostro organismo di avere una fine regolazione sia della statica sia del movimento consentendoci così di mantenere un assetto posturale corretto, cioè nel miglior rapporto possibile di equilibrio, economia e confort. La risultante dell’attivazione di questi sistemi muscolari e fasciali sarà un movimento con una fisionomia elicoidale: cioè nel camminare, caricheremo l’appoggio su un arto e lo scaricheremo contemporaneamente dall’altro, modificando il baricentro del corpo e quindi consentendo un riadattamento dei vari settori del corpo, facilmente evidenziabile a livello di bacino, spalle e mandibola come un disallineamento (Fig.5).

Fig.5 – Postura durante il cammino

Studio della postura fisiologica
Per una lettura del profilo , il paziente deve essere posizionato con il malleolo esterno 1 cm indietro rispetto al filo a piombo; in tale posizione la fisiologia del profilo vede allineati sul filo a piombo: ginocchio , asse del femore, articolazione coxo-femorale ,gomito , spalla e meato acustico esterno. L3 e C3 dovrebbero idealmente trovarsi allineati sul filo a piombo. La linea tangente alla testa risulta in fisiologia parallela al piano di Francoforte e al piano terra (Fig.6).

Fig.6 – Riferimenti antropometrici rispetto al piano di Francoforte

Osservazione nella postura latero-laterale:
1) testa:
 con meato acustico esterno sul filo a piombo
• testa spostata in avanti per flessione della cervicale alta
• testa spostata in avanti per flessione della cervicale bassa

2) bacino: L3 sul filo a piombo anteverso o retroverso
3) ginocchia: sul filo a piombo iperestese o flesse
4) piedi: normo, piatti o cavi

Fig.7 – Lettura della postura antero-posteriore

In condizioni di fisiologia, rispetto al filo a piombo, la metà dx e sx del capo e del corpo sono all’incirca uguali; orecchie , spalle e creste iliache sono alla stessa altezza dai 2 lati. Bisogna ricordare che un destrimane cade un pò a dx rispetto al filo a piombo mentre il mancino cade un pò a sx.
Le cose più importanti da osservare per l’odontoiatra:

1) la testa: centrata, spostata a dx o a sx, inclinazione, torsione
2) il bacino: centrato, spostato a dx o a sx, inclinazione, torsione
3) le ginocchia: diritte, vare o valghe
4) i piedi: retropiede diritto, retropiede valgo dx o sx, retropiede varo dx o sx

Fig.8 – Appoggio podalico nel piede piatto e nel piede cavo

Studio dell’appoggio plantare
La figura 8 indica un esempio di piede piatto caratterizzato da volta plantare appiattita, avampiede disteso e retropiede valgo visto al podoscopio.
Sempre nella figura 8 è rappresentato il piede cavo caratterizzato da volta plantare accentuata, avampiede contratto e retropiede varo visto al podoscopio.

Fig. 9 – Sequenze meccaniche dei piedi piatti-valghi

Atteggiamento tipico del piede cavo: il retropiede varo favorisce la presenza di ginocchio valgo e flesso, la rotazione esterna della testa del femore porta alla retroversione del bacino (Fig. 10). Si ha la prevalenza del tono delle catene muscolari posteriori, gli psoas forti, gli spinali e i multifidi contratti vanno a stabilizzare le vertebre dando un’immagine di profilo tipicamente tesa. Scapole e sacro sono sullo stesso piano posteriore e anche in questo caso il capo si trova in avanti (Fig.11).

Fig. 10 – Sequenze meccaniche dei piedi cavi-vari

Fig. 11 – Schema delle alterazioni posturali tipiche nel piede piatto e nel piede cavo

AREA POSTUROLOGIA GENERALE

Argomentazioni tratte dal libro del dr. G. de Nicolo “Dall’otoneurologia alla posturologia statica e dinamica” coautore con dr. P. Ranaudo, dr. F. Grazioli, dr. C. Condorelli

L’equilibrio è la risultanza di un coordinamento fra i vari movimenti (volontari ed involontari) della muscolatura che concorre a contrastare o ad esplorare l’ambiente e l’orientamento percepito dei vari segmenti corporei fra di loro e dell’ambiente circostante

Posturologia

I SISTEMI DELL’EQUILIBRIO POSTURALE

A) Cranio e rachide
Il Cranio, insieme al rachide sono tra i sistemi più importanti dell’equilibrio posturale. Mediante un armonico sviluppo del cranio, che passa attraverso numerosi fattori, dalla genetica, alla gestazione, al parto, ai traumi post-natale ecc., possiamo avere presupposti interessanti per un equilibrio più ampio in ogni soggetto. La teoria osteopatica, spiega in modo completo ed esaustivo, come delle lesioni presenti a livello della base cranica possano influenzare il sistema posturale, così come i visceri del nostro corpo.

Apparato stomatognatico.
L’apparato stomatognatico è composto da tre sottosistemi: scheletro ed articolazione temporo mandibolare, sistema neuro-muscolare e complesso dento-parodontale, ciascuno dei quali ha una sua funzione importante nel mantenimento della stazione eretta e della postura grazie ai collegamenti con le strutture centrali dell’equilibrio. (VIENE APPROFONDITO IN UN AREA SPECIFICA DEL SITO creare link)

L’occhio
L’occhio è uno dei principali recettori della postura.
È allo stesso tempo un endorecettore e un esorecettore del sistema tonico posturale. L’esterocezione è collegata alla presenza di bastoncelli della vista periferica, la propriocezione è generata dall’attività muscolare dei muscoli oculomotori e attraverso le vie dell’oculo-cefalogiro che servono ai muscoli del collo e a quelli dell’occhio. I disturbi della rifrazione, riguardano l’esorecettore e possono causare ad esempio, malattie come la miopia, l’astigmatismo e l’ipermetropia. Gli endorecettori, attraverso la loro disfunzione, provocheranno disturbi di convergenza oculare ed eteroforie.
Occorre soprattutto prendere in considerazione le turbe occlusali, dentarie e linguali. L’esperienza di BARON e MEYER ha dimostrato la relazione tra una stimolazione dentale, una disfunzione oculomotoria sull’occhio omolaterale a questa stimolazione, e il disequilibrio posturale. I cross-bites, le latero-deviazioni mandibolari, i denti neurologici, le amalgame, le cisti, i granulomi, i bimetallismi, la posizione linguale bassa possono scompensare l’occhio, provocare un disequilibrio posturale mediante una asimmetria tonica anormale e compromettere la qualità della rieducazione degli occhi ed i suoi effetti nel tempo.

Il piede
La postura è un atto motorio ed è definibile come sistema plurimodale ed il piede, è uno degli ingressi principali che regolano il sistema posturale, apparendo spesso più come un organo di equilibrio che come un semplice organo di supporto. E’ caratterizzato dalla presenza di un’articolazione a sei gradi di libertà. Il piede, esercita al suolo delle forze dinamiche e ne sopporta gli effetti in base al principio di reazione del suolo; il suolo su cui si cammina, in relazione al terzo Principio di Newton (Legge di Azione e Reazione), produce forze uguali e contrarie a quelle esercitate dal soggetto stesso sul suolo durante la fase di appoggio. La pianta del piede è quindi un legame indispensabile tra l’uomo e il suolo. Essa costituisce una fonte essenziale di informazioni esterocettive e propriocettive per il sistema di regolazione dell’equilibrio e della postura. I fusi neuromuscolari sono abbondanti a livello dei muscoli del piede, mentre i recettori articolari sono numerosi soprattutto a livello della caviglia. Tutti questi elementi fanno del piede un elemento fondamentale del sistema posturale: è contemporaneamente un “eso-recettore” e un “endo-recettore”. Possiamo schematizzare il sistema di afferenze sensitive del piede in: Recettori cutanei, Recettori articolari, Recettori muscolari, Integrazione del sistema nervoso a livello periferico e centrale.

L’integrazione centrale
La pianta del piede è estremamente ricca di recettori sensoriali cutanei articolari e muscolari implicati nella somestesia. La quasi totalità di questi recettori sono sotto la dipendenza del nervo tibiale posteriore attraverso l’intermediazione delle sue tre ultime branche di divisione (Fig. 2.10):

  • Il nervo calcaneare interno per la regione talloniera;
  • Il nervo plantare interno per i due terzi interni dell’avampiede;
  • Il nervo plantare esterno per il suo terzo esterno

Fig. 2.9 – Schema risposta rapida

NERVI
Le afferenze cutanee, articolari e muscolari convergono sul midollo spinale che forma il primo livello d’integrazione, con una risposta rapida (Fig. 2.9). Il secondo livello di integrazione è encefalico, con una latenza più lunga ma con un guadagno maggiore. Il sistema di regolazione della postura integra le informazioni generali derivanti dall’occhio, dal vestibolo, dall’insieme dell’apparato locomotore, dalla mandibola. Quindi il piede è un organo sensoriale capace di fornire delle informazioni esterne (quindi rapporti con il suolo) o interne (senso di posizione) indispensabili al controllo posturale.

E) La cute
Le afferenze cutanee, articolari e muscolari convergono sul midollo spinale che forma il primo livello d’integrazione, con una risposta rapida (Fig. 2.9). Il secondo livello di integrazione è encefalico, con una latenza più lunga ma con un guadagno maggiore. Il sistema di regolazione della postura integra le informazioni generali derivanti dall’occhio, dal vestibolo, dall’insieme dell’apparato locomotore, dalla mandibola. Quindi il piede è un organo sensoriale capace di fornire delle informazioni esterne (quindi rapporti con il suolo) o interne (senso di posizione) indispensabili al controllo posturale.

Fig. 2.10 – Recettori cutanei

Il sistema somatosensitivo trasmette informazioni su quattro principali modalità sensitive: il tatto, la propriocezione, il dolore, la sensibilità termica.

Anche se queste quattro modalità hanno in comune il medesimo tipo di neurone sensitivo costituito dai neuroni dei gangli delle radici dorsali, i recettori che mediano una di queste modalità possiedono specializzazioni morfologiche e molecolari diverse, che permettono loro di rilevare tipi diversi di stimoli. Il tatto discriminativo e la propriocezione dipendono da meccanocettori capsulati, sensibili alla deformazione fisica prodotta dall’infossamento della cute o dal movimento di stimoli sulla cute, dallo stiramento o dalla contrazione dei muscoli o dall’assunzione di particolari angolature delle articolazioni. I meccanocettori cutanei possono essere ulteriormente suddivisi in base alla loro capacità di trasdurre specifiche forme di energia come la pressione o il movimento degli stimoli, ed in base a queste loro proprietà sono in grado di fornire informazioni relative alla forma e alle caratteristiche della superficie degli oggetti. La capacità di risoluzione spaziale di questi recettori dipende dalle dimensioni dei loro campi recettivi ed è massima a livello della punta delle dita e delle labbra, dove la loro densità è massima (Fig 2.11).

Fig. 2.11 – Distribuzione dei recettori cutanei

Squilibrio posturale, disturbi della statica e sue patologie
Da una statistica americana, il 93 % degli individui hanno sofferto, soffrono o soffriranno alla schiena; è interessante constatare che il 93 % degli individui presentano uno squilibrio tonico-posturale. Alla luce di queste cifre, è evidente che il problema dei dolori vertebrali e reumatici è lontano dall`essere risolto. Questi sono tuttavia uno dei motivi più frequenti che conducono un individuo a consultare il proprio medico. Ora, se i farmaci antalgici, gli antiinfiammatori possono avere un`azione sul dolore e sull`infiammazione, essi non hanno nessuna azione sulla componente meccanica del dolore.. Alla luce dei lavori recenti, i disturbi della statica sembrano essere una delle principali cause dei dolori vertebrali e connessi. La prova è che l`85 % dei pazienti trattati con metodi eziologici vedono i loro dolori sparire. Il responsabile, è il “Sistema Tonico Posturale”, che sregolato dà informazioni inesatte provenienti dai suoi recettori periferici, soprattutto l’orecchio, l`occhio, i denti e il piede. Il Sistema Tonico Posturale o Sistema Posturale Fine (nuclei vestibolari, formazione reticolare e cervelletto) è un sistema automatico di regolazione dell`equilibrio. La regolazione dell`equilibrio avviene attraverso la regolazione di riflessi posturali che determinano delle oscillazioni posturali di piccola ampiezza (tra 0 e 4 gradi) che permettono di mantenere fisiologicamente la proiezione a terra del baricentro.
Il Sistema Posturale Fine (SPF) per poter integrare in modo corretto i riflessi posturali (Fig. 11.1) deve poter ricevere correttamente le informazioni che gli arrivano dalla periferia sensitiva e sensoriale, ovvero le afferenze visive, labirintiche, stomatognatiche, esterocettive podaliche, propriocettive ed introcettive (muscolatura extraoculare, sotto-occipitale, lombo-sacrale, meccanocezione durale e viscerocezione).

Fig. 11.1 – Integrazione del Sistema Posturale Fine

Quando uno o più di questi recettori inviano segnali disturbati (tali deficit sensoriali vengono detti disfunzioni propriocettive o parassiti informazionali) il SPF non riceve più informazioni sufficientemente pulite per integrare correttamente i riflessi posturali, l`equilibrio e la postura. Interessarsi al Sistema Tonico Posturale significa ricercare la causa meccanica del dolore e questo andrà oltre il quadro dei dolori vertebrali per inglobare tutte la patologie che fanno intervenire uno squilibrio tonico-posturale.

Il Sistema Tonico Posturale (STP) sarà dunque implicato in: dolori a componente vertebrale, dolori a componente statica (piedi, ginocchia, anche…), dolori reumatici nei quali la componente statica sembri preponderante, le deformazioni della colonna vertebrale (attitudine scoliotica, scoliosi, cifo-scoliosi, etc.), patologie sportive dove gli incidenti a ripetizione, e la ridotta performance o la non progressione nonostante l`allenamento, sono in rapporto con uno squilibrio del STP, le tendiniti, le ernie discali (conseguenza di tensioni oblique su un disco esercitate nel corso degli anni). La cura di questa ernia, qualunque sia la tecnica, deve sempre accompagnarsi ad una correzione del Sistema Tonico Posturale. Nel caso contrario, la tensione obliqua si trasferirà al livello superiore o inferiore provocando quindi le recidive, oppure sulle articolazioni posteriori spiegando i dolori che sopraggiungono a distanza dall`intervento.
Le sindromi da deficienza posturale ben conosciute in campo oculistico, otoneurologico, posturologico, osteopatico e chiropratico per la loro frequente etiologia meccanocettiva durale (strain durali a seguito di colpi di frusta, traumi cranici, traumi emozionali o altro), interessano:

  • l`ortopedico, il fisiatra, l`osteopata e il chiropratico, per la loro importanza etiopatogenetica nel determinismo di patologie di origine muscolare come rachialgie, scoliosi antalgiche e processi degenerativi della colonna e degli arti;
  • l`otorinolaringoiatra, il neurologo e lo psicologo, per il ruolo che svolgono nel causare pseudovertigini, ipoacusia, acufeni, difetti di localizzazione spaziale, difetti di concentrazione, perdita di memoria, astenia, ansietà, depressione;
  • l`oculista, per il ruolo che svolgono nella genesi di molti disturbi oftalmologici funzionali come ambliopie, astenopie o scotomi direzionali;
  • l`ortodontista e il gnatologo, per il ruolo che giocano nel provocare alterazioni del tono della muscolatura oro-facciale (spasmi dei muscoli dell`ATM e alterazioni della postura linguale, dentale e labiale).

Tali disfunzioni neuromuscolari oro-facciali sono un fattore importante nella comparsa di:

  • malocclusioni (ogni dismorfosi dento-fac-ciale è mantenuta e aggravata, e spesso causata dalle disfunzioni oro-facciali che l`accompagnano);
  • parafunzioni e bruxsismo, responsabili dell`ipertono dei muscoli elevatori della mandibola con riduzioni dello spazio libero e disfunzione dell` ATM.

Nella moderna ortodonzia e gnatologia posturologica, pertanto, il trattamento etiopatogenetico delle malocclusioni, delle disfunzioni dell`ATM di origine muscolare e delle disfunzioni oro-facciali e parafunzioni (classicamente trattate con tecniche mioterapiche e fisioterapiche) passa spesso attraverso il trattamento di queste sindromi da deficienza posturale. Tali sindromi, se non trattate prima di iniziare la correzione ortodontica (specialmente con apparecchi fissi), possono essere responsabili di allungamenti dei tempi del trattamento, di inspiegabili recidive e di patologie iatrogene indotte dal trattamento multibande, come per esempio, click articolari, emicranie, cefalee di tensione, vertigini, cervicalgie, lombalgie, scoliosi antalgiche. Torniamo quindi a ripetere che il responsabile di tante patologie è il Sistema Tonico Posturale, sregolato da informazioni sbagliate da parte dei suoi recettori periferici che sono principalmete: l`occhio, il piede, l`apparato stomatognatico, la pelle, i muscoli e le articolazioni. Quindi il disturbo statico è alla base delle tensioni meccaniche che siano in compressione, in distrazione, in rotazione, in torsione, a forbice, etc…; queste tensioni possono essere localizzate a livello articolare, capsulare, osteo-legamentoso, muscolare, aponevrotico, etc…

Le conseguenze quindi comporteranno:

  • comparsa di dolori in tempi più o meno brevi;
  • rigidità e contratture.

Le limitazioni dei movimenti articolari favoriscono l`artrosi (“la vita è movimento “ A.T. Still ).
Limitazioni e contratture riflesse provocano una diminuzione di rendimento a livello muscolare, un esaurimento delle riserve di glicogeno, un`acidosi. Nello sportivo questo è il terreno per i crampi e per le tendiniti. Allo stesso modo le tensioni oblique provocano in tempi più o meno lunghi blocchi vertebrali funzionali. Si comprende dunque ora che i trattamenti abituali come la chinesiterapia, gli antalgici, gli antiinfiammatori non possono essere completamente soddisfacenti. Quanto alle tecniche manipolative, azioni meccaniche che agiscono sugli spostamenti vertebrali, non sono eziologiche salvo che nel caso di blocco traumatico. Nella maggior parte dei casi lo spostamento vertebrale è dovuto a squilibri muscolari di tipo statico, dunque funzionale, ciò spiega le recidive e la necessità di ripetere le sedute; quindi è adesso comprensibile perché terapie come l`omeopatia, la mesoterapia, l`agopuntura possono essere d`aiuto, ma solo il trattamento delle cause meccaniche permetterà di ristabilire il paziente. Le conseguenze nei diversi distretti sono anche a livello neuromuscolare e micro-circolatorio, spiegando in particolare i dolori non sistemizzati e accentuati in certi territori, così come le complicanze post-traumatiche e post-chirurgiche:

  • sindromi algo-neuro-distrofiche,
  • ritardi di consolidamento,
  • pseudoartosi e ritardi di cicatrizzazione.

Per funzionare normalmente le articolazioni vertebrali posteriori hanno bisogno di un angolo sacrale di 32°, di un disco L3-L4 strettamente orizzontale, di tensioni muscolari equilibrate, di curvature armoniose; nel momento in cui esiste uno squilibrio tonico-posturale queste condizioni non sono più rispettate e le tensioni appaiono.
Tutti i disturbi statici intervengono, a livelli differenti, nella genesi delle patologie dolorose e non; il solo trattamento eziologico consiste nel riprogrammare il Sistema Tonico Posturale; per ciò che riguarda l`artrosi, a parte il terreno e l`alimentazione, le tensioni meccaniche, associate alla diminuzione di ampiezza dei movimenti e ai disturbi microcircolatori locali, interverranno nella genesi del fenomeno artrosico. Si ha torto se si pensa che è l`artrosi che fa soffrire; il responsabile dei dolori è piuttosto lo squilibrio statico responsabile della genesi artrosica. Tutte queste tensioni sono legate ad uno squilibrio statico; il responsabile è il sistema tonico posturale sregolato da informazioni patologiche che partono dai suoi recettori periferici.

Il Sistema Tonico Posturale è correlato in modo specifico ai seguenti sistemi:

  • l`occhio: due tipi di patologie possono essere alla base di uno scompenso posturale: quelle che fanno intervenire una propriocezione sensoriale (disturbi della rifrazione) e quelle che fanno intervenire la propriocezione muscolare extra-oculare (difetti di convergenza). In questi casi i metodi di analisi e di correzione fanno intervenire nozioni nuove basate sulla moderna neurofisiologia;
  • i denti: a questo livello due tipi di propriocezione possono disturbare il sistema tonico posturale: i focolai dentali reattogeni e gli squilibri dell`apparato masticatore (che alterano la fisiologia del Meccanismo Cranio Sacrale – concetto su cui si basa l`osteopatia craniale).
  • il piede: interviene comunque negli squilibri posturali; in effetti se non è causativo è comunque adattativo in tutti gli altri casi, qualunque sia l`origine dello squilibrio. Rappresenta il collegamento tra il disturbo posturale ed il suolo; vero sistema tampone terminale, compensa tutti i disturbi posturali. Il piede adattativo sarà in un primo tempo reversibile, mentre in un secondo tempo si potrà fissare come un vero meccanismo lesionale, se non se ne rimuove la causa, rendendo la sua correzione obbligatoria. Esiste un tipo frequente di piede: é il piede misto il quale associa sia un fattore adattativo che un fattore causativo. Tutti questi tipi di piede devono essere analizzati, considerati e trattati differentemente.

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